Lo Strappo


Lo strappo (Snatch) è una delle due specialità del sollevamento pesi e insieme allo slancio costituisce il programma olimpico di questa disciplina. Ogni atleta adotta una tecnica differente in quanto non ne esiste una che sia applicabile a tutti. Le varie differenze morfologiche, strutturali e di elasticità, impongono agli atleti impercettibili differenze nella posizione di partenza e nella traiettoria che compie il bilanciere. Non esiste un movimento “corretto” esiste un movimento che si adatta al meglio al soggetto che lo deve eseguire! Per un sollevatore la consistenza (ripetitività) del gesto è fondamentale per il successo ad alto livello. Difetti nella tecnica possono permettere comunque, tramite movimenti compensatori di eseguire l’alzata. Pertanto può esserci differenza tra performance attuale e potenziale.
Proviamo adesso ad analizzare le varie fasi che compongono una corretta alzata nell’esercizio di strappo, dalla ricerca della posizione di partenza biomeccanicamente migliore fino alla completa stazione eretta che conclude una alzata.
La “1st pull” è la fase iniziale dell’esercizio di strappo, essa coincide con il momento in cui il bilanciere perde il contatto con il terreno. Ci sono molte ragioni che mostrano l’importanza di un buon “1st pull”. Una buona alzata dipende sempre da una buona posizione di partenza e da un corretto “1st pull” [6].
Come abbiamo visto quindi la posizione di partenza è fondamentale per una profiqua alzata; essa è strettamente legata alle caratteristiche morfologiche dell’atleta che deve eseguire l’esercizio. Proviamo adesso ad analizzare le varie fasi che compongono una corretta alzata nell’esercizio di strappo, dalla ricerca della posizione di partenza biomeccanicamente migliore fino alla completa stazione eretta che conclude una alzata.
  1. Il pesista è posizionato al centro del bilanciere, i piedi sono nella stessa posizione descritta precedentemente per lo squat, da questa posizione l’atleta si “accovaccia” a terra, impugna il bilanciere con la presa a “uncino” (pollice sotto indice e medio) alla corretta larghezza delle mani. Successivamente avvicina il bilanciere alle tibie cercando di mantenere il peso su tutta la pianta del piede. Questo è importante perchè spesso avere il peso sull’avanpiede o sul tallone farà concludere l’alzata con un peso perso rispettivamente avanti o dietro. La schiena deve essere ipertesa, il petto ben aperto in avanti, le braccia ben distese e i glutei abbassati verso terra pronti per “spingere”.         A questo punto ogni muscolo si contrae, l’atleta diventa un “blocco” pronto a vincere il carico e a non subirlo.
  2. Da questa posizione inizia il movimento vero e prorpio; il bilanciere inizia a compiere la sua traiettoria, si stacca da terra e scorre lungo le tibie dell’atleta alzandosi grazie alla contrazione dei glutei e della muscolatura delle gambe. E’ molto importante per l’atleta in questa fase mantenere uno stretto rapporto tra corpo e bilanciere ai fini di mantenere un buon equilibrio.
  3. Inizia ora l’intervento della schiena che si raddrizza contemporaneamente alla completa distensione delle gambe. Il bilanciere continua la sua traiettoria verso l’alto, mantenendosi ben vicino al corpo dell’atleta che conclude questo movimento trovandosi in stazione eretta e sulle punte dei piedi.
  4. Inizia a questo punto la fase di “tirata”: le braccia si piegano e portano il bilanciere circa all’altezza delle spalle. Da questa posizione, sfruttando la velocità acquisita dal bilanciere grazie alla spinta delle gambe e della schiena nelle fasi precedenti, l’atleta porta il bilanciere sopra la testa e contemporaneamente a quest’azione si abbassa rapidamente per portarsi sotto al bilanciere.
  5. Avviene quindi un’importante fase: l’incastro. Dopo essere sceso sotto al bilanciere l’atleta deve riuscire a bloccare il peso con le braccia distese e i gomiti leggermente intraruotati. La posizione ideale assunta dall’atleta è ben descritta nella Figura n.3.[7]


  1. Completata la fase di incastro l’atleta si ritrova in accosciata completa con il bilanciere sopra la testa. Il movimento che porta al completamento dell’alzata è del tutto simile al movimento di overhead squat. L’atleta quindi mantenendo la schiena bloccata e le braccia ben distese effettua la risalita stendendo le gambe, riguadagnando così la stazione eretta.
  2. Attende quindi l’OK dei giudici per poter buttare a terra il peso e concludere l’alzata.WmLqe5H.jpg

Commenti